Insonnia

By Entropia

Il rumore della pioggia battente si sovrapponeva a quello delle lancette dell’orologio in un singolare jazz notturno: improvvisazione e regole, fantasia e ritmo.

Il temporale gli era da poco venuto in aiuto a spezzare la monotonia del tempo che passa e a portare un po’ di musica nell’assordante rumore del silenzio. Prima di quel momento ogni stante sembrava uguale a quello precedente, ogni pensiero sembrava parlare del suo riflesso.

E gli occhi? Erano chiusi o aperti?  Non lo sapeva nemmeno più. Avrebbe potuto tentare di scoprirlo ma che importanza avrebbe mai avuto? Ormai era lì e non poteva più scappare.

Due cose era riuscito a capire tra tutti quei pensieri confusi ed uguali: ormai era una vecchia fiera in gabbia consumata dal desiderio di uscire ma consapevole di non saper più sopravvivere al di fuori di lì. La seconda è che rivoleva la sua vita con tutte le sue forze.

In fondo però era bastata un po’ di pioggia per rendere l’attesa più facile.

4 Risposte a “Insonnia”

  1. viola Dice:

    erano chiusi, gli occhi, secondo me. :)

  2. viola Dice:

    a saperlo, dell’iconcina, te ne mettevo un’altra, quella non mi piace. Proviamo con questa :*

  3. viola Dice:

    prende per i fondelli allora ^^’

  4. Samanta Dice:

    Di leggerti non mi stancherei mai… proprio mai…

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