Attimi

Sembrava che non dovesse finire, era un silenzio strano, non di quelli in equilibrio precario tra la consuetudine e l’imbarazzo, no, era uno di quei rari silenzi in cui sembra che tutto sia in armonia, dove il tempo si ferma per un istante.

Lui sorrise, si avvicinò all’orecchio di lei e sussurrò qualcosa. Anche lei sorrise e sottovoce disse:

- Perchè parli così piano? -

- Non vorrei che qualcosa si rovinasse, senti che silenzio? Sembra che tutto intorno a noi stia cercando di non far rumore -

Allora lui si stese, guardò le stelle e si sentì piccolo, stette un attimo immobile senza respirare e poi, d’un tratto, inspirò forte: cercava di accogliere dentro di sé la pace di quell’attimo.

- Cosa cerchi lassù? – lei disse.

- Nulla, non cerco. – fece una pausa e poi continuò: – Aspetto che sia il cielo a cercare dentro di me.. -

- Tu, invece, cosa guardi? -

- Guardo te che guardi il cielo. -

Lui chiuse gli occhi per un attimo che a lei sembrò tanto lungo da assomigliare alla sua vita, sospirò di nuovo, e sentì scemare l’inquietudine che lo divorava.

- Mi prometti una cosa? Che ogni volta che ti ricorderai di me cancellerai tutti i brutti pensieri? Anzi non pensare.. ricordati solo di questa sera. -

Lui senza guardarla accennò un sorriso e promise.

Sapeva che aveva ragione lei, si lasciava divorare troppo spesso dai suoi pensieri; forse credeva, così facendo, di potersi capire, ma in quel momento non gli importava, sentiva solo il desiderio di stare fermo lì fino a quando avesse avuto coscienza.

pubblicato il 27/08/05 su “Un mondo disordinato” (antenato live-space di questo blog)

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