Da una foto

da una foto

Non avrei mai pensato di trovarmi in un posto così. Certo, ho sempre fantasticato su viaggi e mezzi del genere, ho una fantasia fervida me lo ripetono sin da piccola, ma alle volte è un male fantasticare troppo perché poi alla fine qualche fantasia potrebbe sempre avverarsi. Ed ora eccomi qui, da non crederci, a trattenere il respiro e a cercare di non finire ad ogni scossone col culo sul pavimento o quel che sarebbe peggio sul mio sudato e schifoso vicino. Ma non esistono strade senza buche in questo cazzo di posto?

Sono partita è questo l’importante, me lo ripeto continuamente, mi ripeto che è la meta la cosa più importante.. lo so mi illudo mi sto solo illudendo, non lo dimenticherò mai sto schifo, oppure forse un giorno riuscirò pure a riderci sù. In pratica potrebbe succedere tutto, che bella scoperta, sono senza speranza, proprio senza speranza.

Che poi riflettendo, non è la meta che è importante in un viaggio è quello che si fa per raggiungerla altrimenti avrebbero dovuto chiamarlo arrivo no? Ok ok è una cazzata, un ragionamento del cavolo, un pensierino da prima elementare lo so, ma funziona basta fermarsi a pensare: ci sono persone che seguono una strada per tutta la vita inseguendo un sogno e muoiono felici anche se la meta è ancora lontanissima mentre ci sono persone che proprio perché sono arrivati non hanno più voglia di viaggiare e si tirano sotto un treno oppure si rompono la testa a 180 orari contro un albero. Lo so che sto truccando le carte, non è tutto bianco e nero come una foto o un ricordo di un passato che non abbiamo vissuto, e se proprio devo ammetterlo spero di essere proprio io l’eccezione.
Eccomi arrivata al punto, perché sono qui? Qual è la meta del mio viaggio? Perché questo non è il mio paese, non è la mia terra, non è il mio mondo ma sono qui che si nascondono le mie radici. Sì, sono nata qui, ci sono nata soltanto non ho ricordi di compleanni, di baci, di pianti, non è qui che ho comprato la sciarpa che indosso, non è di qui la lingua che parlo ma posso riconoscere il mio viso nel viso degli altri e giuro che è stupendo. Chi non si è mai sentito diverso forse non capirà quello che voglio dire ma credo sia la stessa sensazione che provano i neonati aprendo gli occhi per la prima volta, forse è per questo che viene così naturale piangere.

Magari se sarò fortunata riuscirò a trovare la famiglia che non mi ha cresciuto, ma sarebbe bellissimo anche riuscire a capire qualcosa di quello che ho dentro e non ho ancora mai capito.
O forse anche solo trovarmi nuovamente. Scovare in mezzo a colori, profumi, voci differenti qualcosa di mio. Di intimo. Interpretare questo richiamo che da dentro aumenta.

Lo so, non ho nulla da spartire con queste persone, ho una vita diversa con altre speranze, altri ricordi. Non esisto neanche nei loro pensieri, come posso pretendere di arrivare con il mio carico di bisogni e di conferme?

Egoista! Scarico il mio fardello sulle loro ignare vite? Decisamente notevole, cara mia. Perfettamente in linea con il tuo stile!

Ti sei decisa alla fine? E adesso buttati in questo mare ignoto e lasciati trascinare dall’istinto.
Sempre la stessa storia: vorrei, potrei, dovrei.

Tante belle parole e tanti buoni propositi a riempire quel vuoto che si allarga. Che cosa mi dovrei aspettare se neppure io conto su me stessa?

Dio, se solo fosse già tutto scritto, se qualcuno decidesse ogni mia mossa e con sicurezza mi dicesse cosa fare in ogni situazione! Calcolare ogni possibile rischio e poi agire senza spiacevoli sorprese. Una produzione in serie di movimenti prestabiliti.

“Se segui la strada A impieghi tot anni con una percentuale di riuscita del 67,8%”
Inserisco le monetine e attendo il responso. Margine di errore dello 0,79%. Grazie e arrivederci!
La comodità del non scegliere. Ottima scelta!

Ma quando arriva la mia fermata?

Aria, ho bisogno di aria! i sobbalzi del viaggio segnano il ritmo del cuore. Dannazione a me, alle mie idee improvvise e soprattutto all’angoscia che aumenta! Non sopporto più nemmeno questo ingombrante ciccione e la sua aria beata! Che possa annegare nel suo puzzolente sudore!
Nonononononono!!! Non va bene così!

Rilassati.

Respira.

Serena.

Stai tranquilla. Tranquilla. Tranquilla.

In fondo non hai nulla da perdere, solo abitudini ormai scadute.

Solo abitudini.

MDP e MAV*

(*questo post è un piccolo esperimento: nasce dalle idee e dalle sensazioni di Ossimoro e dalle mie, lo spunto, invece, ce l’ha offerto Follia con un suo post)

pubblicato il 02/09/06 su “Un mondo disordinato” (antenato live-space di questo blog)

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