3. Il decimo omicidio

Per le strade ormai si vedevano solo le auto dei ritardatari che si affrettavano a rientrare prima del lungo fischio della sirena. Non riuscivo a pensare ad altro che a quanto tutto questo fosse innaturale, a quanto sarebbe sembrato assurdo solo a parlarne qualche giorno prima, a quanto fosse facile ottenere il potere sulle masse..

Come prima cosa, bisogna far credere a tutti di essere in pericolo, non basta che lo sia una o poche persone, devo inverosimilmente esserlo tutti. Quante volte c’hanno spaventato con guerre e minacce terroristiche? Ho detto credere perché non c’è affatto bisogno che lo siano davvero, forse non c’è nemmeno bisogno che sia un pericolo plausibile. Poi bisogna fare in modo che il suddetto pericolo non possa essere dimenticato, e così ce ripetono fino alla noia, non c’è bisogno di portare altre prove, basta dire che ci sono e tutti penseranno che sia vero. Come ultima cosa, la più importante, si deve fornire una soluzione, dare l’agognata sicurezza che è stata tolta; e secondo voi qual è il modo? La soluzione è la prima stronzata che vi viene in mente, la più semplice: il muro. L’ho detto che era una stronzata ma provate ad andare oltre le apparenze: ci si sente sempre al sicuro quando si crede di essere separati fisicamente dal pericolo anche se magari non è più lontano di un metro. è così che hanno fatto, c’hanno chiuso nelle nostre case e nessuno ha saputo, ha voluto dire nulla, me compreso, voi compresi, perché basta chiudere la porta per lasciare il pericolo fuori dalla nostra vita.

Siamo stupidi e banali, stupidi e banali..e noi due non eravamo diversi, così pensavo mentre la porta di casa sbatteva dietro le nostre spalle.

Magari mi ero illuso ma credevo che dopo averle salvato la vita da quella bastarda di pallottola i nostri rapporti fossero cambiati e invece non lo erano per nulla; io restavo lo stronzo la cui vita valeva davvero meno di niente e lei la più troia delle parche, pronta con la sua forbice a tagliare il mio filo: è tutta una questione di prospettiva, dipende dal lato da cui si guarda la pistola.

- Allora hai sentito quello che ho detto o vuoi continuare a fissarmi? Pensavi di esserti guadagnato la mia fiducia? Sei ancora vivo no? Te lo ripeto con calma ancora una volta: ora, taglia il filo di questo telefono, dammi il cellulare e tutte le copie che hai delle chiavi. -

Nemmeno riuscì ad annuire, semplicemente obbedì e quando tutto fu fatto la vidi crollare sul divano, proprio come poco prima era successo in macchina.

- Puoi sederti se vuoi, non ti ucciderò per questo – mi disse con un mezzo sorriso. – Che dici, parleranno di me alla tv? -

Capì cosa voleva dirmi nemmeno tanto tra le righe, accesi il televisore e mi sedetti all’altro capo del divano, il più lontano possibile da lei. Da quanto tutto era stato militarizzato alla tv davano solo musica, vecchi film e stupidaggini d’intrattenimento, tutto a reti unificate. La cosa più penosa, poi, erano i notiziari. Fino a poco tempo fa i giornalisti facevano a gara a chi fosse più cruento, non si aveva alcun ritegno nel mostrare, sangue, morti, dolore, sembrava che il mondo fosse fatto da pazzi e da criminali. Ora era diventato pieno di bambini felici, di gesti buoni, di sentimenti.. stomachevole. Però Pearl aveva indovinato, il notiziario di questa volta era diverso; tirò le ginocchia a sé, abbracciò le gambe, poggiò il mento alle ginocchia e si mise ad ascoltare.

“La polizia ha poche ore fa sventato con una brillante operazione investigativa quello che sarebbe stato il decimo omicidio eccellente di questa lunga striscia di sangue che sta infestando il paese. La vittima designata questa volta era proprio il nuovo primo ministro insediatosi con poteri speciali per riportare l’ordine in città e nel paese. Il tentato omicidio, a quanto pare, sarebbe dovuto avvenire durante la conferenza che il generale Lori stava tenendo presso il palazzo delle conferenze. Il servizio della nostra inviata.”

“Proprio dell’ordine e della giustizia stava parlando poche ore fa il primo ministro quando improvvisamente, nella Sala Grande delle palazzo delle conferenze, gremita di giornalisti e di tutte le massime autorità del paese, si è consumato il tentato omicidio. Come si vede da queste drammatiche immagini, la luce è andata via d’improvviso, probabilmente staccata dal killer anzi dalla killer che poi ha esploso diversi colpi di arma da fuoco senza però, fortunatamente, riuscire nel suo intento. Le forze dell’ordine che hanno salvato la vita al nostro generale gettandosi su di lui, si sono lanciate all’inseguimento della donna che però a quanto pare è riuscita a scappare mimetizzandosi nella folla che scappava in preda al panico. Gli inquirenti sono sicuri di avere ormai tutti gli elementi per effettuare l’arresto nelle prossime ore, forse, secondo indiscrezioni, si avrebbero persino delle immagini questa volta decisive per identificare l’omicida.”

“E proprio nel pomeriggio erano state diffuse l’immagini che hanno chiarito che l’autrice, ormai dobbiamo dire così, dell’omicidio di ben 9 ministri dello scorso governo, tutti freddati da due colpi a distanza ravvicinata, uno alla testa e uno al cuore, è appunto una donna. Infatti, come potete vedere dalle immagini riprese dalla telecamera di sicurezza della metro, anche se non se ne vede il volto appare chiaramente che..”

Spense e continuò a fissare lo schermo nero.

- Più si sfiora il ridicolo senza toccarlo e più si è creduti. è questa la qualità più importante per un bugiardo, esagerare fino a rendere la bugia tanto banale da farla sembrare vera – e disse questo tra sé e sé, come se avesse avuto la prova che quello che pensava da tempo fosse vero.

- Come scusa? -

- Ah, no niente, non parlavo con te. Io in quello schifo di palazzo non ci sono nemmeno entrata, la loro “brillante operazione” se la sono dovuti mettere nel culo. Sono stati veloci ad organizzare questa messa in scena, però, troppo veloci. -

- Vuoi dire che tu, tu sei davvero quella? -

- Ma andiamo, vuoi farmi credere che non l’avevi capito? – sorridendo – Sai che sei un bel tipo? Ci tieni così tanto a sembrare stupido? E infatti mentre eravamo in macchina e ti puntavo la pistola alle palle credevi di sicuro che fossi, che cazzo ne so, cappuccetto rosso che ti chiedeva un passaggio per andare dalla nonna? -

- Se è per questo, cappuccetto, non credo nemmeno che sia stata tu a fare l’ultimo attentato come vogliono far credere. Per prima cosa non saresti potuta essere in così poco tempo al Big; poi come mai un cecchino ti aspettava a casa se avevano avuto la soffiata e ti aspettavano? Ti avrebbero arrestato o sparato davanti alle telecamere, per la gioia dei telespettatori. E infine, l’hanno detto anche loro, hai sempre ucciso sparando da distanza ravvicinata un colpo alla testa e uno al cuore, perché ora avresti dovuto cambiare modo e sparare da lontano? -

- Già. E io forse ho più risposte di quelle che dovrei; mi sono fatta troppe domande, e avrei dovuto immaginarlo, prima o poi le risposte arrivano che uno se le aspetti o no. Quello che loro non sanno è che ho anche le prove. – Disse e nascose il viso tra le ginocchia.

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